Startup life

Un nuovo look per la stessa vita: Back Market fa evolvere la sua identità.

Avremmo potuto vivere questo inizio di settimana più o meno come tutti gli altri. Ma abbiamo pensato che sarebbe stato molto più divertente iniziarlo cambiando l’identità di Back Market. Così, per gioco.

4 anni fa, quando Back Market ha registrato la sua prima vendita, Thibaud, Quentin ed io abbiamo avuto l’impressione che fossimo dei pericolosi rivoluzionari dell’e-commerce.

Avevamo una visione, un obiettivo chiaro: creare un’alternativa valida al consumo di prodotti nuovi. E per lo stesso motivo, salvare il mondo da una marea di rifiuti elettrici ed elettronici.

Sono passati quattro anni e non abbiamo smesso di avvicinarci a questa vision. Back Market ora esiste in due continenti, ha centinaia di venditori qualificati (Ricondizionatori) e ha convinto quasi 1,5 milioni di clienti a scegliere prodotti high-tech ricondizionati di qualità.

Ma paradossalmente, questi successi hanno suscitato in noi una forma di preoccupazione: e se, con la crescita dell’azienda e il miglioramento dei numeri, il nostro progetto finisse per diventare più…borghese?

Screw New.

Sarebbe un suicidio per noi stare comodi nella comfort zone, c’è ancora tanto, tutto da fare. La crescita di Back Market non è ancora nulla in confronto allo tsunami dei nuovi prodotti elettronici che escono dalle fabbriche e che ogni anno colpisce l’appetito dei nostri consumatori, con effetti disastrosi per l’ambiente.

Dobbiamo restare lì, come quella mosca che ronza nell’orecchio dell’elefante del Nuovo. Non per sradicarlo – avremo sempre bisogno di produrre nuovi smartphone. Ma semplicemente per desacralizzare e limitare gli effetti nocivi della sovrapproduzione di dispositivi.

In altre parole (@Mamma, scusa, non so come dirlo più educatamente): Back Market è qui per far incazzare il Nuovo. Rompergli le balle, prenderlo in giro, tartassarlo. E come le canzoni di Eminem, suona sempre meglio in Inglese. Screw New.

 

L’idea originale di Back Market, questa piccola musica rivoluzionaria, ci sembra più che mai necessaria. E oggi vogliamo farla suonare molto forte attraverso questo esercizio di rebranding, come si dice in gergo nella terra di Brexit. Storia di non sacrificare mai il senso del nostro progetto sull’altare del business.

Backward is forward. Diamoci un’occhio.

La riprogettazione del nostro logo rispecchia questo obiettivo. Uscire dal nostro paffuto, loop rotondo e tanto caro. È ora di dire ad alta voce cosa ci rende diversi. Laddove l’intera industria del Nuovo vende la “next big thing”, volevamo dare importanza alle nostro “Back”. Creare l’anti-next.

Dato che abbiamo un sacco di cose importanti da raccontare, siamo andati anche noi alla ricerca di un font maestoso, ma elegante: il font GT Super. È proprio super, no

E dato che siamo (anche) un e-commerce, abbiamo scelto in parallelo anche un nuovo carattere tipografico tutto pulito, tutto dritto, tutto bello.

Questo è lo scto grotesk. Lo pronunciamo “Scoto”, ma non abbiamo alcuna certezza sulla validità di questa interpretazione.

Non essendo Back Market un gruppo politico in cui si paga con il sangue, abbiamo naturalmente mantenuto il nostro amore smodato per gli scherzi, in forma di leggerezza e casualità. Di conseguenza, abbiamo introdotto molti colori BOOM.

E ovviamente ci siamo fatti prendere dalla mania degli Stickers.

Chiudiamo definitivamente prendendo in prestito la conclusione dell’ultimo rebranding: “Queste sono le principali evoluzioni di questo memorabile lunedì 27 maggio. La storia ci dirà se è stata una buona o una cattiva idea. Ma se vuoi dircelo prima di lei, puoi farlo anche cliccando qui“.

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1 Comment

  • Reply Amicha bile Armel jaures othniel July 2, 2019 at 9:47 pm

    Voglio lavorare con voi ho una conoscenza sulle apparecchi elettronici (telefono, computer… ecc so fare gli installazioni ed anche lì riparazione

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