Browsing Tag

back market

41 milioni
Startup life

Back Market raccoglie 41 milioni di €. e tutto ciò è molto reale.

Qualche giorno fa, quattro fondi hanno investito 41 milioni di euro in Back Market.

Dire che “ci sembra di vivere un sogno a occhi aperti” sarebbe esagerato… Ma bisogna comunque ammettere che quest’importo appare quasi irreale, tant’è colossale! Ah… l’affascinante potere d’astrazione dell’alta finanza! Ci ricorda quasi le vertigini della crisi deisubprime, dove miliardi di dollari si evaporavano in live su BFM Business.

“Preferisco restare con i piedi per terra”
Bruce Willis, in una scena di Armageddon tagliata al montaggio.

Anche noi! Perciò, non è affatto inutile ricordare che questa raccolta vertiginosa finanzierà un progetto concreto e radicato nella vita reale, impregnato di programmazione e di olio di gomito.

***

Finanziare la qualità
Costruire il marchio qualità dei prodotti ricondizionati

Sembra evidente, ma è meglio ricordarlo: Back Market non sarebbe niente senza i backer della prima ora e dell’ultimo minuto. Se ne fai parte, tieni: ♥️.

Il successo del nostro progetto è condizionato alla nostra capacità di superare le aspettative dei clienti. Rimaniamo quindi super concentrati sulla prima sfida della nostra categoria: la qualità.

Questa raccolta ci consentirà di andare ancora un po’ più lontano nel monitoraggio e nell’accompagnamento dei nostri negozianti. Ci consentirà inoltre, di finanziare 1002 idee di servizi e di innovazioni che renderanno Back Market più attrattiva e performante che mai.

La nostra ambizione di sempre, ce la teniamo stretta, ossia rendere l’acquisto di prodotti tech rimessi a nuovo, qualcosa di semplice, piacevole e umano come una capatina nella drogheria del quartiere, la sera prima di tornare a casa. Oggi più che mai, abbiamo i mezzi per raggiungere questo traguardo.

 

***

Finanziare un team
Assumere più talenti, in carne ed ossa

Ad ogni Monday Brief (le colazioni del lunedì mattina, dove l’intero team si riunisce per delineare i contorni della settimana)… è un’apparizione quasi miracolosa: 90 talenti, di 10 diverse nazionalità, con un’energia e una creatività pazzesca, al servizio del nostro progetto!


Un’autentica subcultura germoglia all’interno della nostra startup. Un cocktail esplosivo e palpabile di personalità singolari e di valori comuni, che ci portano a battezzare le sale riunioni “Palazzo di Jabba”, a percorrere gli uffici in monopattino, e a custodire conigli il week-end.

Questa nuova raccolta fondi ci consentirà di amplificare il fenomeno, assumendo decine di nuovi Back Maker. Ancora più talenti, follia, e carne ed ossa !

***

Finanziare un’ideologia
Cambiare il volto della tech in maniera concreta e spettacolare.

È vero che questa raccolta fondi viene e “coronare” quasi quattro anni di duro lavoro. È vero che Back Market è riuscita ad imporsi come il portavoce del ricondizionato in Europa.

Ma la nostra ambizione va ben oltre. Ideologicamente, rimaniamo ossessionati dal sogno folle di fare del ricondizionato un’alternativa al nuovo, anche per il grande pubblico. Il risultato finale: meno rifiuti elettronici e sprechi di risorse. E geograficamente, sogniamo di farlo su scala universale (ecco perché abbiamo cominciato ad invadere, piano piano, anche l’America…).


In poche parole, “il mondo non basta”: non ci fermeremo prima di averlo cambiato. Questa raccolta vertiginosa ci dà i mezzi per realizzare quest’ambizione molto concreta.


Quindi, non ci resta che rimetterci… al lavoro ?


Thibaud, Quentin e Vianney

cofondatori di Back Market

 

 

Cose da geek

Il Nimbus 2000 di Harry Potter è ricondizionato?

Non vi mentiremo: è da mesi  che la domanda ci

tormenta

La questione meritava un'inchiesta approfondita. Con una risposta che, inutile dirlo, ci ha fatto mooolto piacere:

Si! Evidentemente che il Nimbus di Harry è ricondizionato!  

Per provarvelo, eccovi tre argomenti:

1. Perché quella vecchia civetta di Mc Gonagall si guarderebbe bene dal pagare il suo regalo di piena tasca.

Ai fan di Twilight che hanno dimenticato troppo in fretta Harry Potter e la pietra filosofale ricorderemo che è proprio la professoressa McGonagall ad offrire questo regalo a Harry. Ora la donzella non ha proprio l’aria super generosa…

image

Insomma nella testa di Minerva un Nimbus 2000 à –70%, è decisamente un affarone.

2. Perché il Nimbus 2000 è un best seller.

Tutti i wikipotters del web (e ce ne sono molti) lo ripetono: il Nimbus 2000 è un “hit”. E come tutti i best seller, possiamo immaginare che sia stato ricondizionato in milioni di esemplari. Un esempio? L’iPhone di Apple ha invaso più dell’ 80% del mercato del ricondizionato in Italia.

3. Perché questi vecchi pazzi della Nimbus Racing Broom Company praticano senza ritegno l’obsolescenza programmata.

Non ne siete convinti? Facciamo un po’ di storia:

il Nimbus 2000 esce nel corso del 1991.

ad agosto 1992, la Nimbus Racing Broom Company si affretta a presentareil Nimbus 2001!

1993, è il momento di un altro modello ancora, cosiddetto “più performante”: il Firebolt.

Insomma un ritmo di nuove uscite che non ha nulla da invidiare alle strategie di Apple, Samsung e altri giganti della tech babbana.

Ora, non abbiamo problemi ad immaginare che per resistere a questa frenesia, un pugno di ecologisti avrà avuto l’idea di inventare l’equivalente di Back Market per vendere delle scope ricondizionate. Banda di copioni.