Qui la Terra

Ri-con-di-zio-na-to. Storia di una parola pesante, e del suo brillante futuro.

(ovvero il ricondizionato spiegato a mia madre)

RICONDIZIO…che?!! Di solito comincia cosi. Ci avete trovati, vi siete detti “simpatici”, ma in fondo in fondo c’è qualcosina che vi resta lì, come un sassolino nella scarpa. 

“ma ri-con-di-zio-na-to, cosa vuol dire esattamente?!”

Tranquilli. E’ successo a tutti. A noi per primi (almeno a me, ndr.), la prima volta che ci siamo incappati in questa parola cosi’ poco glamour, direbbero i francesi. E visto che siamo francesi (non io, ndr.) tanto vale far fede alle nostre origini e gallescamente dire le cose come stanno.

Ovvero?

Stanno che fra usato, seconda mano, ricondizionato e rigenerato non ci si capisce più niente.

Prima ancora di cominciare: visto che, inutile dirlo, questo settore resta ancora tutto da costruire.

Quindi partiamo dall’inizio – lo dicevamo – e facciamo pari pari un bel vocabolario di termini e cose.

Partiti.

Tre cose dovete sapere:

1. Un ri-con-di-zio-na-to, che cos’è.

[Ad affidarsi alla Treccani, uno sta punto e a capo. Dice l’illustre: “ricondizionare = condizionare nuovamente, in tutti i significati del verbo”. Aaaah!]

Allora dicono i nostri: (che poi siamo noi)

Un ricondizionato E’ un prodotto usato che viene testato, certificato

e se necessario riparato, quindi reimmesso sul mercato a prezzo inferiore.

Si tratta insomma di un telefono o di un forno che ha già vissuto e viene “rimesso in condizione” di funzionare perfettamente da aziende professioniste (i “ricondizionatori”). Si parla anche di “ricondizionare a nuovo”, “rigenerare”, nel senso di riportare il prodotto al suo stato originario, come fosse appena stato prodotto.

La curiosità [per complicare le cose]. Oltre che come nuovo, un prodotto ricondizionato può essere semplicemente nuovo.

E’ il caso di un telefono invenduto in negozio, o messo in esposizione. Tecnicamente anche di un prodotto ordinato, spedito, e rifiutato all’arrivo. Non potendo essere rivenduti ‘nuovi’, passano nel mercato del ricondizionato (o usato garantito, se vi piace di più).

2. Perché non è del semplice usato, ma meglio dell’usato

In questa seconda vita che viene concessa al vostro telefono, tablet, pc o qualsivoglia prodotto elettronico rigenerato (o ricondizionato), il mercato di rivendita che lo accoglie ha la sua importanza. Per gli acquirenti, innanzitutto, e per l’economia.

L’intervento di un operatore professionista permette a questo prodotto di essere reimmesso sul mercato al prezzo giusto, con le garanzie di un professionista del mestiere (in genere di 1 anno, talvolta meno), e di sottrarlo alla vendita del mercato del semplice usato che non distingue la qualità e l’origine dei prodotti. L’iPhone che comprerete ricondizionato vi saprà rassicurare di più rispetto a quello che potete comprare dal vostro – simpaticissimo, non sia mai! – vicino.

3. Perché è decisamente meglio del riciclato.

L’ultimo passo in questa scaletta della distinzione dei valori dell’usato è la più difficile.

Perché un prodotto ricondizionato è meglio di un riciclato? Perché al contrario del riciclo permette di evitare la fase di riproduzione dell’oggetto, responsabile delle maggiori emissioni inquinanti nel ciclo di vita di un prodotto.

Un esempio? Nell’iPhone 6 la tappa di produzione è responsabile dell’85% delle emissioni di gas a effetto serra legate al ciclo di vita completo del telefono. Solo l’11% di queste emissioni sono legate all’utilizzo del telefono. (Fonte: Apple)

Avete le idee un po’ più chiare?

Fatti saldi questi capi direi che possiamo ripartire. Avanti!

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