Qui la Terra

“Produttività”: una parola vuota in un pianeta altrettanto vuoto

A pochi giorni dal summit dell’ONU sul clima, giovani, ONG e imprese si sono mobilitati in tutto il mondo per fare il punto sulle priorità, supportati dall’ultimo rapporto IPCC sugli oceani. Ormai è fuori discussione: è arrivato il momento di agire e di fare appello ai governi e a tutti gli operatori economici perché facciano lo stesso. È proprio in questo contesto che venerdì 20 settembre 2019 Back Market ha deciso di unirsi a questa gioiosa parata di striscioni e cartelli.

“Tutti mobilitati per il clima”

Secondo uno studio di YouGov, il:

48%

degli italiani pensa che le attività umane siano le principali responsabili del cambiamento climatico.

70%

pensa che il cambiamento climatico avrà un impatto sulle loro vite.

58%

pensa che, adottando rapidamente delle misure radicali, si possano ancora evitare le conseguenze peggiori.

Proprio per motivare queste misure radicali, per due giorni di seguito le strade si sono riempite di manifestanti. Da Sydney a Seul, da New York a Roma fino a Berlino, giovani e meno giovani si sono riuniti urlando slogan a squarciagola.

Soltanto in Francia, 90 ONG hanno fatto appello a manifestare: WWF, Zéro Waste France, Greenpeace ma anche 350.org, Amnesty International e Youth for Climate, il gruppo che ruota attorno alla figura di Greta Thunberg. La marcia del 20 settembre, organizzata nell’ambito dei Fridays for Future, dimostra ancora una volta che, se da un lato la diffidenza delle giovani generazioni nei confronti delle istituzioni è ben radicata, dall’altro non manca loro l’impegno. Non dimentichiamo che questi scioperi per il clima hanno mobilitato in un anno circa 2 milioni di studenti in oltre 200 città.

Ma non è tutto. Tra cartelli come “Respect your Mother” o “Life in Plastic isn’t fantastic”, si potevano ritrovare anche imprese in sciopero: Levi’s, Ben and Jerry’s, Ecosia, Lush e Patagonia. Il sostegno delle imprese a questi scioperi per il clima non ha precedenti.

Naturalmente Back Market era della partita.

“Life in plastic ISN’T fantastic”

Quindi ci siamo rimboccati le maniche, abbiamo organizzato un piccolo laboratorio di disegno il giovedì sera ed il giorno dopo eravamo in strada, a marciare, protestare, cantare

E allora grazie a tutti coloro che hanno messo da parte le loro attività quotidiane per unirsi alla marcia. Perché la produttività rimane un’idea vuota e priva di senso in un pianeta vuoto.

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