Qui la Terra

Earth Hour: che cosa succederebbe se spegnessimo (anche) internet per un’ora?

Come ogni anno, ormai da 10 anni, Earth Hour invita tutto il mondo a spegnere la luce e ad interrompere la corrente a casa, al lavoro, nelle strade, per sensibilizzare la gente e parlare del cambiamento climatico. Quest’anno, la data sarà sabato 25 marzo, alle 20:30.

Immaginato dal World Wild Fund, il movimento Earth Hour incita ogni persona a riflettere sul peso delle decisioni individuali, e sull’impatto dei movimenti organizzati sul tema del cambiamento climatico. L’ambizione di Earth Hour? Spegnere la corrente per un’ora e cambiare infine le proprie abitudini di consumo energetico, in modo duraturo!

Internet e il commercio elettronico al centro dell’iniziativa

Back Market, attore dell’economia circolare e del consumo ragionato, si associa a quest’impegno. Cosciente dell’enorme impatto ambientale del commercio elettronico e di Internet in generale, l’azienda si impegna a favore di quest’ora “off”, rimanendo lucida sull’evoluzione delle modalità di consumo.

L’iniziativa Earth Hour ci assomiglia: non cerchiamo di incitare le persone a vivere scollegate dal mondo, in una capanna con un giradischi a manovella e l’opera integrale di Raffaella Carrà come unico divertimento. Proponiamo loro semplicemente di prendere le distanze dal concetto di obsolescenza programmata e dall’ordine di acquistare uno smartphone nuovo ogni 6 mesi”, spiegano i fondatori di Back Market. Nello stesso modo, Earth Hour non vuole fare la rivoluzionaria scollegata dal mondo: si tratta di un invito a rimettere in discussione la frenesia del consumo energetico (e in senso più ampio, del modo in cui consumiamo la cultura, l’informazione ecc.), per andare verso un mondo più responsabile, più consapevole.

Il consumo energetico di Internet: facili colpevoli e secondi ruoli da non trascurare

Sebbene tutto il mondo pensi ai server come spettri del discorso energetico, l’internauta medio non è da meno (quasi la metà dell’energia consumata!). E naturalmente, a proposito dei grandi consumatori, alcuni siti rubano la scena ai celebri Google e Facebook. Pensiamo in particolare, ai grandi siti di vendita online che, oltre a tempo e dati di archiviazione, consumano depositi, trasporti e servizi clienti particolarmente energivori.

Sul banco d’accusa anche i siti internet con video (e non semplicemente con testi e immagini): Netflix (10% del consumo di internet in Francia, alle ore di punta), Youtube ma anche… tutto il settore della pornografia, grande consumatore di corti e lungometraggi la cui qualità è inversamente proporzionale al consumo energetico.

Parliamo francamente: un’ora di internet in meno, cosa può succedere?

Se si guardano solo le ricerche su Google, in un’ora, consumiamo tanto carne quanto una produzione di 55 tonnellate di carne bovina dalla A alla Z (una vera bomba esplosiva per il nostro tasso di colesterolo).

Ogni ora inviamo circa 18 miliardi di email (senza contare le spam, che da sole sono circa 10 miliardi di invii all’ora!). Per non parlare delle 72.000 tonnellate di CO2 ossia più di 5.000 giri del pianeta in aereo.

Impossibile calcolare l’impronta di carbonio delle spedizioni a domicilio degli acquisti online ma queste si aggirano attorno al 73%, quindi come minimo 83.000 tragitti in camion (tavolta anche qualche migliaia di chilometri in aereo o su un cargo). Tutto ciò purchè troviate nella vostra cassetta della posta il pettine per i baffi comprato sul sito di Brooklyn, il ritratto di Che all’uncinetto scovato su un sito tedesco underground o la biografia di Bélen con rispettiva dedica acquistata all’asta su un sito thailandese.

Nei social network, in un’ora, 14 milioni di status aggiornati, 48 milioni di like, 30 milioni di foto solo su Facebook. Su Tinder più di un milioni di swipes…tutto ciò rappresenta un carina collezione di “buche” virtuali.

Ed infine, pallets dopo pallets di CO2 bruciati in un’ora solo… E nel frattempo mettiamo in dubbio il nostro modello. Ma la buona notizia è che nel nostro piccolo possiamo agire 🙂

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